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Camminiamo a testa bassa, ma con l’ego fiero, sicuro, invincibile. Tra le mani abbiamo tutto, direzioni, obiettivi, vestiti, date da ricordare, le scarpe giuste, il ristorante migliore, il prezzo piรน basso, la classifica di qualsiasi cosa. Tra le mani anche lโillusione di plasmare il mondo, ma รจ unโillusione. Sรฌ, prendi delle decisioni, ma tra quante possibilitร ? Accetta, rifiuta tutto, mai delle libere decisioni, le condizioni non le abbiamo scritte noi.
Algoritmi come fili in mano a burattinai, burattini innamorati, burattini arrabbiati, burattini felici, burattini affamati, burattini che di volta in volta raccontano nel migliore dei modi una storia non loro.
Sicuri come pecoroni in gregge, non ci smarriamo, un passo nella direzione sbagliata e il cane abbaia, ci porta tutti dal pastore con le pance piene e le tette gonfie. Ci facciamo mungere sempre dalle stesse mani, ci illudiamo che le mani cambino di volta in volta, invece il pastore cambia i guanti, una volta di seta, una volta di plastica. Sempre in pasto al pastore.
E se qualche pecorella ce la fa, scappa, si libera, in coro chiamiamo il lupo.
L’intelligenza artigiana, รจ fatta di esperienza, di gesti ripetuti, ripetitivi sรฌ, ma attenti nel cercare di perfezionarsi ogni volta anche quando potresti ritenerti soddisfatto. Tornare a guardare le cose per conoscerle, conoscere persone per ricordarle, assaggiare per scoprire, scegliere per plasmare la realtร .
La conoscenza empirica, quella che basa tutto sull’esperienza, la conoscenza diretta, la percezione dei sensi, una volta si contrapponeva alla conoscenza data dalla deduzione, dalla speculazione, dell’intelletto astratto. A questa equazione adesso dovremmo aggiungerci la conoscenza data dalla tecnologia.
Questo non รจ un rifiuto, non รจ un odio, non รจ nemmeno una dichiarazione di estraneitร , prendetela come una provocazione, una provocazione che serve anche a noi. Vogliamo restare svegli, vigili, vogliamo continuare a provare godimento nel massaggiare il cervello con le mani, usare le mani per conoscere il mondo, e usare il cervello per guidarle, iniziare a considerare il lavoro cerebrale come il lavoro manuale. Il pensiero, metafisico, astratto, impalpabile che una volta era considerata esclusiva del pensatore, รจ sempre stato anche dell’artigiano, ma potrebbe non essere cosรฌ per sempre.
Il rischio non รจ solo quello che un aspirapolvere robot in cambio della pulizia voglia la mappa della casa, che le telecamere non ci diano solo sicurezza ma anche poca privacy, che sapere sempre quale รจ la cosa giusta, il posto giusto, l’abito corretto ci faccia diventare tutti uguali. Il rischio รจ quello di perdere, darsi per vinti, assecondare lโAI, perdere la capacitร di scegliere liberamente.
E scegliere ha una potenza immensa.
